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Formula del flusso di cassa: calcolo, tipi ed esempi

Maud Berger

Il cash flow cos'è se non il termometro della salute finanziaria? Misura il denaro reale che entra ed esce dall'azienda in determinati periodi di tempo. A differenza dell'utile, riflette la liquidità disponibile: la capacità di pagare puntualmente dipendenti, fornitori e gestire ogni fattura. Esistono diverse formule, dal flusso di cassa operativo al flusso di cassa libero, fino al calcolo del valore attualizzato. Questa guida analizza ogni tipo di flusso con calcoli chiari ed esempi pratici.

Formula del flusso di cassa: calcolo, tipi ed esempi

Che cos'è il flusso di cassa aziendale?

Il flusso di cassa è il movimento di denaro in entrata e in uscita da un'azienda in un determinato periodo, di norma su base mensile, trimestrale o annuale. Offre alle imprese una fotografia precisa della liquidità disponibile per coprire spese correnti, rimborso del debito, opportunità di investimento e crescita futura.

Un flusso di cassa positivo indica che entra più denaro di quanto ne esca. Un flusso di cassa negativo, al contrario, segnala che le uscite superano gli incassi. Nel tempo, una generazione di cassa costantemente negativa può mettere sotto pressione l'operatività, limitare le decisioni strategiche e rendere più difficile onorare ogni fattura e gli impegni finanziari a breve termine.

Definizione di flusso di cassa

Il cash flow è l'ammontare netto di liquidità e mezzi equivalenti che si muovono in entrata e in uscita da un'impresa durante determinati periodi di tempo. Fra gli incassi rientrano i pagamenti dei clienti, gli interventi di banche o finanziatori, i conferimenti degli investitori e i proventi dalla vendita di beni. Fra le uscite figurano stipendi, pagamenti ai fornitori, imposte, uscite monetarie, rimborsi e distribuzione di dividendi.

Qual è la differenza tra flusso di cassa e utile netto?


Flusso di cassa e utile netto sono strettamente correlati, ma non coincidono. L'utile è un dato contabile che si ottiene sottraendo i costi dai ricavi. Il calcolo del flusso, invece, misura il reale flusso di cassa effettivo all'interno dell'organizzazione.

Per avere un quadro completo dello stato di salute finanziario, la società ha bisogno di entrambi. Il motivo è semplice: con la contabilità per competenza i ricavi possono essere registrati prima che il cliente paghi, così come i costi possono comparire nel conto economico prima dell'effettiva cassa in uscita. Si crea così uno scarto fra il reddito netto e la liquidità realmente disponibile.

Immagina un'impresa con 200.000 € di utile: se buona parte è ferma nei crediti, potrebbe mancare il denaro per tutti i pagamenti. Ecco perché il flusso di cassa operativo, in molti casi, restituisce una fotografia della liquidità quotidiana più fedele rispetto al solo utile.

Perché la gestione del flusso di cassa è importante per le imprese?

La gestione dei flussi è cruciale perché un'azienda vive di liquidità reale. Le PMI italiane sono particolarmente esposte e necessitano di un monitoraggio del flusso costante per evitare spese impreviste. In Italia, l'integrazione nativa con il Sistema di Interscambio (SdI) è fondamentale: una corretta fatturazione elettronica garantisce la conformità normativa e accelera i tempi di incasso, migliorando il flusso finanziario complessivo.

Una gestione di cassa debole può tradursi in ritardi, rischi associati alla solvibilità e costi del denaro più alti. Persino le aziende profittevoli possono trovarsi in difficoltà se non riscuotono i crediti o se troppa liquidità resta immobilizzata in ammortamenti o crediti non ancora incassati.

Una analisi del flusso solida aiuta l'impresa a:

  • Mantenere liquidità per l'operatività e gestire le passività correnti
  • Ottimizzare la gestione corrente e non corrente dei capitali
  • Evitare il ricorso a finanziamenti esterni tramite una semplice sottrazione tra entrate e uscite
  • Pianificare con attenzione ogni parametro di investimento a lungo termine
  • Adottare soluzioni software flusso di cassa per automatizzare i processi e garantire la compliance internazionale
     

Le 3 tipologie di flusso di cassa

Le tre tipologie principali sono il flusso di cassa operativo, il flusso di cassa da attività di investimento e il flusso di cassa da attività di finanziamento. Insieme compongono il rendiconto finanziario, il documento contabile che tutte le operazioni di gestione traducono in numeri di liquidità.

1. Flusso di cassa operativo (OCF)

Il flusso di cassa operativo, anche detto cash flow from operations, misura la liquidità generata o assorbita dalle attività core dell'impresa: incassi dai clienti e uscite per stipendi, affitti, imposte e pagamenti ai fornitori.

L'OCF è uno degli indicatori più importanti della salute finanziaria, perché mostra se l'azienda è in grado di produrre liquidità dalla sua normale gestione. Un'impresa che genera con costanza un flusso di cassa operativo positivo si trova in genere in una posizione più solida rispetto a chi dipende in larga misura da prestiti o da capitali esterni.

2. Flusso di cassa da attività di investimento (CFI)

Le attività di investimento riguardano l'impiego di liquidità in beni e investimenti di lungo periodo: acquisti o vendite di immobili, macchinari, veicoli, tecnologia, titoli finanziari o altri asset aziendali.

Per esempio, se un'azienda manifatturiera acquista un nuovo macchinario, quell'operazione rappresenta un'uscita di cassa e compare come flusso di investimento negativo. Se la stessa impresa vende attrezzature ormai obsolete, il denaro incassato entra invece come flusso di investimento positivo.

Un CFI negativo, tuttavia, non è di per sé un segnale d'allarme. Spesso indica semplicemente che l'azienda sta investendo in capacità produttiva futura, in efficienza operativa o in nuovi progetti di crescita.

3. Flusso di cassa da attività di finanziamento (CFF)

Il flusso di cassa da attività di finanziamento mostra come l'azienda raccoglie o restituisce denaro a creditori, tutti i finanziatori, soci e azionisti: nuovi finanziamenti, rimborso del debito, emissione o riacquisto di azioni, pagamento di dividendi.

Il CFF rivela se l'impresa dipende da capitali esterni o se sta restituendo valore agli investitori. Ottenere un prestito bancario, per esempio, genera un'entrata di cassa; rimborsare la quota capitale produce invece un'uscita. Anche il pagamento di dividendi rappresenta un'uscita a favore degli azionisti.

Come si calcola il flusso di cassa?

La formula base del flusso di cassa è la differenza tra le entrate e le uscite di un determinato periodo:

Flusso di cassa = Totale entrate di cassa − Totale uscite di cassa

Se un'azienda incassa 100.000 € in un mese e ne spende 75.000 €, il suo flusso di cassa è:

100.000 € − 75.000 € = 25.000 €

L'impresa ha quindi generato 25.000 € di flusso di cassa positivo nel periodo.

Se la stessa azienda incassa 100.000 € ma ne spende 120.000 €, il calcolo diventa:

100.000 € − 120.000 € = −20.000 €

In questo caso il flusso di cassa è negativo: l'impresa chiude il periodo con meno liquidità di quanta ne avesse all'inizio.

La formula del flusso di cassa netto

Il flusso di cassa netto misura la variazione complessiva di liquidità nell'arco di un periodo di riferimento. Somma il flusso di cassa operativo, quello da attività di investimento e quello da attività di finanziamento:

Flusso di cassa netto = Flusso di cassa operativo (OCF) + Flusso di cassa da attività di investimento (CFI) + Flusso di cassa da attività di finanziamento (CFF)

Eseguire questo calcolo alla chiusura di ogni periodo dà al team finance una fotografia concreta della variazione di liquidità: non solo quella generata dalla vendita di beni e servizi, ma quella prodotta dall'insieme delle attività aziendali.

Un flusso di cassa netto positivo indica che gli incassi totali hanno superato le uscite in tutte e tre le aree, rafforzando la posizione di liquidità aziendale. Un risultato negativo, invece, non segnala automaticamente una situazione di difficoltà: può riflettere semplicemente un periodo di investimenti importanti o di rimborso del debito.

Il contesto è fondamentale. Un flusso di cassa netto negativo può derivare da acquisti di macchinari, rimborsi di finanziamenti o piani di espansione, non necessariamente da una gestione operativa debole.

Metodo diretto e metodo indiretto: le due strade per il calcolo

Nella redazione del rendiconto finanziario si può scegliere fra due approcci: il metodo diretto e il metodo indiretto.

Il metodo diretto elenca ogni singolo incasso e ogni singolo pagamento legato alla gestione operativa: incassi dai clienti, pagamenti a fornitori, stipendi, utenze. Restituisce una visione trasparente e puntuale del movimento di denaro reale, ma richiede una tracciatura dettagliata delle transazioni, il che lo rende oneroso da preparare per le organizzazioni più grandi.

Il metodo indiretto, largamente prevalente nella prassi italiana in linea con l'OIC 10 (e con lo IAS 7 per le imprese che applicano gli IFRS), parte dal reddito netto e procede a ritroso. Ammortamenti, accantonamenti e altre voci non monetarie vengono sommati, mentre le variazioni del capitale circolante servono a riconciliare l'utile della contabilità per competenza con la liquidità effettivamente generata.

Entrambi i metodi portano allo stesso risultato di flusso di cassa operativo. Il metodo indiretto è più rapido da elaborare, mentre il metodo diretto offre una lettura più immediata degli incassi e dei pagamenti reali.

Le formule essenziali per la salute finanziaria

Sapere quale formula usare aiuta il team finance a passare dal semplice reporting a decisioni più strategiche. Un'impresa con un utile netto solido ma un flusso di cassa operativo debole affronta rischi molto diversi da un'altra in cui tutte e tre le metriche crescono insieme.

Come calcolare il flusso di cassa operativo (OCF)

Con il metodo indiretto, la formula del flusso di cassa operativo è:

Flusso di cassa operativo = Reddito netto + Voci non monetarie + Variazioni del capitale circolante

Fra le voci non monetarie rientrano ammortamenti e accantonamenti. Riducono l'utile nel conto economico, ma non comportano un'uscita immediata di cassa: per questo motivo vengono sommate nel calcolo dell'OCF.

Le variazioni del capitale circolante comprendono crediti verso clienti, inventario, debiti verso fornitori e altre attività o passività a breve termine. Un aumento dei crediti verso clienti, per esempio, riduce di norma il flusso di cassa operativo, perché l'impresa ha registrato i ricavi ma non ha ancora incassato le somme.

Un esempio concreto: se un'azienda dichiara 75.000 € di reddito netto, aggiunge 10.000 € di ammortamenti e sottrae un aumento di 15.000 € nei crediti verso clienti, il flusso di cassa operativo è pari a 70.000 €.

Formula e importanza del flusso di cassa disponibile (FCF)

Il flusso di cassa disponibile, spesso indicato con l'acronimo FCF, mostra quanta liquidità resta dopo aver coperto gli investimenti in capitale (CAPEX). È un indicatore prezioso perché segnala quale quota può essere destinata a rimborsi del debito, dividendi, reinvestimenti o riserve. La formula è:

FCF = Flusso di cassa operativo − Investimenti in capitale

Se il flusso di cassa operativo è pari a 120.000 € e gli investimenti in capitale ammontano a 35.000 €, l'FCF è di 85.000 €.

Un FCF elevato dà all'impresa maggiore flessibilità: consente di investire in nuovi progetti, ridurre il debito, aggiornare i sistemi o remunerare gli azionisti. Un FCF debole o negativo, al contrario, può indicare la necessità di contenere le spese, migliorare gli incassi o rafforzare il flusso di cassa operativo.

Per un'analisi più approfondita del flusso di cassa a patrimonio netto, si può fare riferimento anche al FCFE (flusso di cassa disponibile per gli azionisti), che parte dall'FCF e considera nuovi debiti, rimborsi e interessi passivi.

Che cos'è la formula del discounted cash flow (DCF)?

Il discounted cash flow risponde a una domanda specifica: quanto valgono oggi i flussi di cassa che l'azienda si aspetta di generare in futuro? A differenza di OCF e FCF, il DCF viene usato soprattutto per la valutazione di un'impresa, di un progetto o di un investimento.

La formula fondamentale è:

DCF = CF₁ / (1+r)¹ + CF₂ / (1+r)² + … + CFₙ / (1+r)ⁿ

dove CF è il flusso di cassa atteso per ciascun periodo e r è il tasso di sconto, di solito il costo medio ponderato del capitale (WACC).

Un esempio: se un progetto è previsto generare 100.000 € l'anno per cinque anni con un tasso di sconto del 10%, il flusso di ciascun anno vale progressivamente meno in termini di valore attuale.

Quando il valore DCF risultante supera l'investimento iniziale, l'opportunità viene generalmente considerata solida sul piano finanziario.

Come preparare un rendiconto finanziario

Il rendiconto finanziario è il documento contabile che integra dati provenienti da tre fonti: conto economico, stato patrimoniale e registrazioni contabili delle transazioni. Prima di redigerlo, il team finance deve definire il periodo di riferimento — mensile, trimestrale o annuale — e raccogliere i valori relativi alle tre categorie di attività.

Il processo di preparazione segue di solito questa sequenza:

  • Riprendi il reddito netto dal conto economico come punto di partenza per le attività operative.
  • Individua gli aggiustamenti non monetari: ammortamenti, accantonamenti e compensi corrisposti in azioni.
  • Registra le variazioni del capitale circolante confrontando lo stato patrimoniale di apertura e di chiusura.
  • Contabilizza separatamente le attività di investimento e di finanziamento, come l'acquisto di attrezzature o il rimborso di finanziamenti.

L'accuratezza in ciascuna fase incide direttamente sull'affidabilità del documento finale. Basta una singola transazione classificata in modo errato — per esempio, un rimborso di finanziamento registrato fra le attività operative anziché fra quelle di finanziamento — per distorcere tutte e tre le sezioni e trarre in inganno gli stakeholder.

Rendiconto finanziario con metodo indiretto: passo dopo passo dallo stato patrimoniale

Quando un rendiconto finanziario aggiornato non è disponibile, lo stato patrimoniale diventa la fonte principale da cui ricavare i flussi di cassa. Il confronto fra due stati patrimoniali consecutivi — per esempio 31/12/2024 e 31/12/2025 — mette in evidenza la variazione netta di ogni voce di attività e passività: esattamente ciò che serve al metodo indiretto.

Parti dai crediti verso clienti. Se sono passati da 80.000 € a 95.000 €, la diminuzione della liquidità è pari all'aumento di 15.000 €: denaro non ancora incassato che riduce di pari importo il flusso di cassa operativo.

Inventario e debiti verso fornitori seguono la stessa logica: un aumento dell'inventario assorbe liquidità, mentre un aumento dei debiti la preserva. Le variazioni di immobili, impianti e macchinari fra i due periodi rimandano direttamente agli investimenti in capitale o alle dismissioni classificati fra le attività di investimento.

I saldi del debito e le voci di patrimonio netto alimentano invece la sezione dei finanziamenti, cogliendo nuovi prestiti, rimborsi del debito e conferimenti di capitale registrati nel periodo.

Template e componenti del rendiconto finanziario

Un template standard del rendiconto finanziario si apre con la sezione delle attività operative: il reddito netto è la voce di partenza, seguita dagli aggiustamenti non monetari e dalle variazioni del capitale circolante. Segue la sezione degli investimenti, che elenca acquisti e dismissioni di beni, e infine quella dei finanziamenti, che chiude il documento con i movimenti di debito e le operazioni sul patrimonio netto.

L'ultima riga — il saldo di cassa finale — si riconcilia con lo stato patrimoniale, a conferma della coerenza fra i due documenti. Nella prassi italiana, in linea con l'OIC 10, la sezione operativa viene redatta più spesso con il metodo indiretto, con il reddito netto come voce di riferimento anziché i flussi lordi di incassi e pagamenti.

La coerenza del formato conta più di quanto molti team finance immaginino. Un template che distingue con chiarezza incassi e uscite all'interno di ogni sezione rende più rapida l'analisi degli scostamenti e riduce il rischio di errori di classificazione in sede di revisione o di analisi da parte degli investitori.

Metriche avanzate: la formula del rapporto prezzo/flusso di cassa

Il rapporto prezzo/flusso di cassa (P/CF) misura quanto gli investitori sono disposti a pagare per ogni euro di flusso di cassa operativo generato dall'azienda. Si calcola così:

P/CF = Prezzo per azione ÷ Flusso di cassa operativo per azione

A differenza dei multipli basati sugli utili, questo rapporto è più difficile da manipolare con aggiustamenti contabili: per questo motivo è apprezzato dagli analisti che valutano la coerenza delle valutazioni. Un P/CF basso può indicare un titolo sottovalutato, mentre un valore elevato può segnalare che il mercato sta prezzando forti aspettative di crescita.

In termini concreti: un'azienda che quota 50 € per azione con 5 € di flusso di cassa operativo per azione presenta un P/CF pari a 10 — gli investitori pagano cioè 10 € per ogni euro di liquidità generata dalla gestione operativa.

Conclusioni: usare i dati del flusso di cassa per decidere meglio

Ogni formula presentata in questa guida — dal flusso di cassa operativo al discounted cash flow — risponde a un unico scopo pratico: dare a chi decide una fotografia affidabile della reale situazione finanziaria dell'impresa.

I numeri, però, diventano utili solo quando si traducono in azione. Con un monitoraggio regolare del flusso di cassa puoi individuare i problemi in anticipo, migliorare la pianificazione e prendere decisioni più consapevoli su spese, finanziamenti e crescita. I team finance che seguono queste metriche con continuità, e non solo a fine anno, si assicurano un vantaggio significativo in termini di tempismo e capacità di reazione.
 

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Maud Berger

Maud Berger è Product Manager Accounts Receivable in Esker, con quasi 15 anni di esperienza nell’AR. Contribuisce a definire la suite di soluzioni AR di Esker e scrive di ottimizzazione del cash flow, DSO, capitale circolante e operazioni finanziarie. Lavorando a stretto contatto con i team R&D, vendite e marketing in diverse regioni, Maud porta una prospettiva di prodotto concreta su performance dei ricavi e risultati dei clienti.

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A PROPOSITO DI ESKER

Esker è una multinazionale nata nel 1985 e negli anni ha sviluppato una piattaforma cloud globale che aiuta le aziende a gestire i processi business in modalità digitale. Unica piattaforma cloud che può gestire sia l’automazione del ciclo P2P (supplier management, contract management, procurement, accounts payable, expense management, payment management, sourcing) che O2C (order management, invoice delivery, collection&payment management, claims&deductions, cash allocation, credit management e customer management). Adottiamo tecnologie innovative che ci permettono di integrarci con gli ERP aziendali e in questi anni abbiamo ottenuto riconoscimenti da Gartner, IDC, Ardent Partner e Forrester.


 

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