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Maverick Spend: cos'è e come ridurlo nel procurement

Catherine Dupuy-Holdich

Sai davvero quanto ti costano gli acquisti che sfuggono al controllo dell'ufficio acquisti? Ogni anno, le organizzazioni perdono tra il 10% e il 50% dei risparmi negoziati a causa del maverick spend: gli acquisti effettuati fuori dai contratti con i fornitori approvati. In questa guida vediamo cos'è la spesa maverick, perché si verifica, come misurarla e quali strategie possono adottare i team Procurement e Finance per riprendere il controllo, migliorare la compliance e proteggere la bottom line.

Cos'è il maverick spend: definizione e concetti chiave

Il maverick spend è qualsiasi acquisto effettuato al di fuori delle policy di procurement dell'azienda, dei contratti approvati o della lista dei fornitori preferiti. Chiamato anche rogue spend o maverick buying, comprende ogni transazione che bypassa i processi di approvvigionamento formali: dall'ordine a un fornitore non contrattualizzato al mancato rilascio di un ordine di acquisto (PO), fino all'uso della carta di credito aziendale senza approvazione preventiva.

Il termine si sovrappone spesso a off-contract spending, con una differenza sottile. L'off-contract spending indica semplicemente un acquisto fatto fuori dagli accordi negoziati, mentre il maverick spend è più ampio e include qualsiasi comportamento d'acquisto non conforme, indipendentemente dal fornitore.

Ecco cosa conta davvero: chi genera maverick spending raramente lo fa in malafede. Nella maggior parte dei casi i dipendenti bypassano i processi di procurement per comodità, urgenza o semplice mancanza di consapevolezza delle policy. Un collega ha bisogno di materiale d'ufficio oggi, trova un fornitore online, effettua l'ordine e presenta la nota spese. Il lavoro è fatto, ma nel farlo ha aggirato i prezzi negoziati, ha creato lavoro extra al ciclo passivo e ha ridotto la visibilità sulla spesa.

Vale la pena distinguere anche il maverick spend dalla tail spend. La tail spend è quell'insieme di piccoli acquisti frammentati, di basso valore, difficili da gestire centralmente. Può essere perfettamente conforme, ma non gestita. Il maverick spend, per definizione, è non conforme: infrange le regole, anche quando la singola transazione è di importo modesto. Se vuoi approfondire il tema, leggi la guida dedicata a tail spend e come risolverla.

Esempi comuni di spesa maverick

Il maverick spend si manifesta con schemi ricorrenti. Ecco gli scenari più frequenti che i team Procurement si trovano ad affrontare.

Acquisto da un fornitore non preferito

Un dipendente cerca online del materiale d'ufficio e sceglie un fornitore con spedizione rapida, senza controllare la lista dei fornitori approvati. L'ordine passa, ma l'azienda perde lo sconto del 15-20% già negoziato con il fornitore contrattualizzato. Nel tempo, questi acquisti spot pesano: prezzi unitari più alti, rebate volumetrici persi, base fornitori frammentata. Peggio ancora, i fornitori non preferiti non sono stati valutati per standard qualitativi o requisiti di conformità, e introducono un rischio che l'ufficio acquisti fatica a gestire.

Bypass dell'ordine di acquisto

Un responsabile di dipartimento ingaggia un consulente per un progetto di implementazione software. Il lavoro parte subito, ma nessun PO viene emesso. Settimane dopo la fattura arriva in contabilità passiva. Nessuno in procurement sapeva dell'incarico. Senza PO non c'è contratto, non c'è uno scope definito e non c'è una traccia di approvazione. La contabilità passiva si affanna a riconciliare una spesa non conforme e il team acquisti perde visibilità sui servizi professionali. Uno schema molto comune con software in abbonamento, freelance e servizi a progetto.

Uso non controllato della carta di credito aziendale

Un dipendente usa la carta aziendale per comprare l'attrezzatura per una presentazione cliente imminente. L'acquisto sembra urgente, salta il workflow di approvazione e conta di farsi rimborsare la ricevuta più tardi. La transazione bypassa completamente il procurement: nessun record nel sistema d'acquisto, nessun modo di verificare se la spesa rientra nel budget, nessuna possibilità di applicare un contratto o una tariffa negoziata. Quando le carte aziendali funzionano senza obbligo di preapprovazione e senza limiti di spesa, diventano una fonte tipica di maverick spend.

Il vero costo del maverick spending non controllato

Il maverick spend non colpisce solo la bottom line: mina l'intera funzione di procurement. L'impatto economico immediato è evidente, ma gli effetti a catena si estendono alle relazioni con i fornitori, alla compliance, all'accuratezza dei budget e all'efficienza operativa dei team Finance e Procurement.

Le organizzazioni perdono tra il 10% e il 50% dei risparmi negoziati a causa degli acquisti maverick. È il valore che i team acquisti hanno già ottenuto al tavolo negoziale e che viene silenziosamente eroso dagli acquisti fuori contratto. Nelle aziende prive di una soluzione procure-to-pay (P2P) con una visione completa sulla spesa, il problema è ancora più profondo. La spesa indiretta, tipicamente meno presidiata di quella diretta, è il terreno ideale in cui il maverick spending prospera indisturbato. Secondo The Hackett Group, quasi il 30% della spesa indiretta è off-contract, e alcune ricerche hanno rilevato aziende con l'80% della spesa indiretta gestita off-contract. In queste condizioni, realizzare i risparmi attesi e mantenere disciplina di spesa diventa quasi impossibile.

Le conseguenze del maverick spend sono su più fronti:

  • Sconti negoziati persi e costi più alti: ogni acquisto fuori contratto significa pagare più del necessario e rinunciare agli sconti volumetrici già ottenuti dal team acquisti.
  • Relazioni con i fornitori indebolite e potenziali violazioni contrattuali: quando si compra sistematicamente off-contract, i fornitori preferiti perdono fiducia nell'impegno dell'azienda, compromettendo prezzi e livelli di servizio futuri.
  • Rischi di conformità ed esposizione normativa: i fornitori non approvati possono non rispettare gli standard qualitativi, di sicurezza o normativi dell'organizzazione, con impatti legali e reputazionali.
  • Forecast finanziari inaccurati e sforamento dei budget: gli acquisti non tracciati rendono impossibile prevedere con precisione o chiudere i conti in modo pulito, con sorprese di budget e tensioni sul cash flow.
  • Tempo sprecato per contabilità passiva e procurement: i team Finance dedicano ore a riconciliare fatture senza PO, a rincorrere approvazioni a posteriori e a bonificare dati, invece di concentrarsi su attività strategiche.

Detto questo, non tutti gli acquisti fuori contratto sono negativi: a volte i dipendenti scovano alternative competitive che vale la pena valutare per i contratti futuri. La chiave è distinguere l'esplorazione strategica occasionale dalla non conformità sistemica.

Ecco come il maverick spend impatta l'organizzazione:

Area di impattoConseguenza sul business
Risparmio sui costiSconti negoziati persi, prezzi unitari più alti pagati in modo continuativo
Relazioni con i fornitoriFiducia erosa con i fornitori preferiti, minor leva nelle negoziazioni future
ComplianceEsposizione normativa, contratti violati, rischi introdotti da fornitori non approvati
Accuratezza dei budgetErrori di forecasting, spese non pianificate, chiusure contabili complesse
Efficienza operativaAumento del carico di riconciliazione, tempo del procurement sottratto allo strategic sourcing

Cause principali del maverick spend

Capire perché si verifica il maverick spending è il primo passo per controllarlo. Le cause sembrano problemi isolati, ma nella realtà sono interconnesse.

Processi di procurement complessi o poco chiari

Quando i workflow procure-to-pay sono appesantiti da burocrazia eccessiva o passaggi di approvazione confusi, i dipendenti cercano scorciatoie. La ricerca di settore identifica in modo costante la complessità di processo come principale innesco del maverick buying. Se i tuoi workflow richiedono più approvazioni, hanno soglie di autorizzazione poco chiare o costringono a saltare da un sistema all'altro, le persone li aggireranno per riuscire a lavorare. Non è (quasi mai) malafede: è attrito. Quando essere conformi costa più fatica che ordinare da un fornitore non preferito, la maggior parte dei dipendenti sceglie la via più semplice. Le migliori policy di procurement bilanciano controllo e usabilità: se il processo ufficiale è più difficile della "via maverick", la partita è già persa.

Visibilità sulla spesa insufficiente e dati frammentati

Senza dati centralizzati e reportistica in tempo reale, manager e team Procurement non riescono a intercettare gli acquisti off-contract finché il problema non è già ingestibile. Quando le informazioni di spesa vivono in sistemi separati (fatture in ciclo passivo, PO in procurement, estratti carta in finance), manca la visione su chi compra cosa, da chi e a che prezzo. I silos di dati non rallentano solo l'analisi: creano zone d'ombra in cui il maverick spend prospera indisturbato. Al momento della riconciliazione di fine mese, gli acquisti non autorizzati sono già stati fatti, i fornitori pagati e i risparmi negoziati bruciati. Le organizzazioni che faticano sulla spend visibility scoprono spesso che una fetta rilevante della loro spesa indiretta avviene interamente fuori dal loro perimetro di controllo.

Formazione e consapevolezza insufficienti

Molti dipendenti semplicemente non sanno che le policy di procurement esistono o non capiscono perché la conformità sia importante. Le cause sono varie: onboarding lacunoso, team decentralizzati che operano in autonomia senza contatti regolari con il procurement, nuovi assunti mai formati sui protocolli d'acquisto, filiali remote che sviluppano relazioni informali con i propri fornitori. Anche i dipendenti più in buona fede possono pensare che i piccoli acquisti non richiedano approvazione formale o che la velocità giustifichi il salto di un PO. Senza una formazione continua che colleghi il rispetto delle regole a risultati tangibili — risparmi, affidabilità dei fornitori, budget accurati — la conformità non diventa mai una priorità.

Analisi e rilevamento del maverick spend

Prima di ridurre il maverick spend devi misurarlo. E per misurarlo devi conoscere la tua baseline.

Come calcolare il maverick spend rate

Il maverick spend rate è la percentuale della spesa totale che si verifica fuori dai contratti approvati o dai canali di procurement ufficiali. È la metrica più importante per monitorare la compliance del procurement.

Ecco la formula:

Maverick spend rate = (spesa non conforme ÷ spesa totale) × 100

Esempio: se l'azienda ha speso in totale €5.000.000 e €250.000 sono stati spesi con fornitori non approvati o fuori dai contratti negoziati, il maverick spend rate è del 5%.

Secondo Ardent Partners, l'organizzazione media registra un maverick spend rate del 30%. I team Procurement best-in-class si mantengono tipicamente sotto il 10%. Se il tuo tasso è oltre il 10% hai un'opportunità di risparmio significativa da recuperare. Fai due conti: anche una riduzione del 5% su una base di spesa di €50.000.000 vale €2.500.000 di risparmi annui.

MetricaImporto di esempio
Spesa totale€5.000.000
Spesa contrattualizzata€4.250.000
Spesa non conforme€750.000
Maverick spend rate15%

Metodi e strumenti di rilevamento

Rilevare il maverick spend richiede un approccio sistematico ai dati di spesa. Il primo passo è aggregare le informazioni d'acquisto da più fonti: fatture del ciclo passivo, sistemi PO, estratti carta aziendali e log delle transazioni ERP.

Poi si categorizzano i dati per dipartimento, fornitore e categoria merceologica. Vanno segnalati gli acquisti senza un PO corrispondente, quelli da fornitori fuori dalla lista approvata e quelli fuori dalle condizioni contrattuali negoziate. È utile incrociare i prezzi di fattura con le tariffe contrattualizzate per intercettare acquisti off-contract mascherati da spesa conforme. Se vuoi un quadro completo delle metriche da presidiare, consulta i principali KPI di procurement.

Il rilevamento manuale funziona nelle organizzazioni piccole, ma non è scalabile. Le piattaforme di spend management e analytics automatizzano il processo monitorando le transazioni in continuo, consolidando i record fornitori duplicati e segnalando anomalie in tempo reale. Strumenti come Sievo usano il pattern recognition basato su AI per intercettare i trend di maverick spending prima che diventino problemi di budget.

Strategie efficaci per ridurre il maverick spend

Controllare il maverick spend richiede un approccio multilivello che coinvolga policy, visibilità, persone e tecnologia. Le organizzazioni che presidiano tutti questi fronti ottengono miglioramenti misurabili in compliance, risparmi e efficienza del procurement.

Definire policy e workflow di approvazione chiari

Una policy d'acquisto ben documentata è la prima linea di difesa. Deve chiarire cosa si intende per spesa approvata, chi può autorizzare gli acquisti alle diverse soglie di importo e quando è obbligatorio il PO. Senza queste guardrail i dipendenti operano in una zona grigia in cui la discrezionalità diventa inconsistenza.

Altrettanto importante è il workflow di approvazione. Se il processo è appesantito da burocrazia o passaggi poco chiari, le persone lo aggireranno. Il modo migliore per far rispettare le regole è renderle più semplici da seguire che da aggirare. Snellire i workflow, bilanciando controllo e usabilità, è essenziale: le approvazioni devono essere abbastanza rapide da non spingere i dipendenti a bypassarle per frustrazione. Le soglie basate sul rischio aiutano: si automatizzano gli acquisti a basso rischio e si concentra il presidio sulle transazioni ad alto valore o sensibili.

Centralizzare il procurement e aumentare la spend visibility

Non puoi gestire ciò che non vedi. Consolidare i dati di spesa su una piattaforma unica dà a manager e Procurement una visibilità in tempo reale su tutte le attività d'acquisto dei dipartimenti. Questa trasparenza rende semplice identificare gli acquisti off-contract, seguire i pattern di spesa e intercettare i rischi in fase iniziale.

Mantieni aggiornata una lista dei fornitori preferiti, accessibile a tutti i dipendenti. Quando le persone sanno quali fornitori sono approvati e perché, li useranno più volentieri. Anche lo strategic sourcing gioca un ruolo cruciale: assicurati che i contratti coprano le categorie in cui l'acquisto off-contract è più concentrato. Se i dipendenti comprano frequentemente fuori dal sistema per una categoria specifica, è il segnale che le opzioni contrattualizzate non rispondono ai loro bisogni.

Investire in formazione e responsabilizzazione

Molti dipendenti bypassano le policy di procurement semplicemente perché non capiscono perché esistono o come il maverick spending impatta l'azienda. La formazione cambia le carte in tavola. Colleghi la conformità a risultati che alle persone interessano davvero: stabilità del budget, sicurezza del lavoro, efficienza operativa.

La formazione non può essere un evento una tantum durante l'onboarding. Va rinforzata con refresh trimestrali, moduli per ruolo, aggiornamenti brevi quando le policy cambiano. Responsabilizza le persone definendo con chiarezza ruoli e responsabilità nel processo d'acquisto. Quando i dipendenti capiscono il proprio ruolo nel quadro generale — e vedono che tutti seguono le stesse regole — la conformità diventa parte della cultura aziendale.

Sfruttare automazione e soluzioni di eProcurement

La tecnologia giusta trasforma il procurement da collo di bottiglia a leva di valore. Le soluzioni di automazione P2P e gli strumenti di eProcurement offrono ai dipendenti un'esperienza d'acquisto guidata e semplice, con controlli integrati. Creazione automatica dei PO, ordini a catalogo da fornitori approvati, dashboard di spesa in tempo reale: caratteristiche che riducono contemporaneamente attrito e maverick buying.

Le piattaforme moderne si integrano con ERP e sistemi finanziari, garantendo che ogni acquisto passi dai canali corretti senza aggiungere passaggi manuali. I dipendenti ottengono approvazioni più rapide, il Procurement guadagna visibilità, il Finance lavora su dati più puliti. La piattaforma Esker Source-to-Pay, ad esempio, aiuta le aziende a riprendere il controllo della spesa e a ridurre il maverick spend centralizzando i workflow di procurement, automatizzando i controlli di conformità e mettendo a disposizione una spend intelligence azionabile — tutto in un'unica piattaforma progettata per rendere il rispetto delle policy la via più semplice.

Maverick spend: domande frequenti

Cosa significa "maverick spend"?

Il maverick spend è la percentuale della spesa totale dell'organizzazione che si verifica fuori dai canali di procurement approvati o dai contratti negoziati. La ricerca di Ardent Partners mostra che la maggior parte delle organizzazioni sperimenta un maverick spend rate del 30% della spesa totale, mentre i team Procurement top performer raggiungono tassi di conformità superiori al 90%. Monitorare questa metrica nel tempo è fondamentale: è l'indicatore più chiaro per capire se le iniziative di controllo della spesa stanno funzionando o se gli acquisti off-contract continuano a erodere i risparmi negoziati.

Che cos'è una policy anti-maverick?

Una policy anti-maverick è una linea guida interna di procurement che definisce quali comportamenti d'acquisto sono accettabili nell'organizzazione. Stabilisce soglie chiare per l'obbligo di PO, indica fornitori e categorie di spesa approvati e definisce le conseguenze della non conformità. La policy dà ai dipendenti un regolamento chiaro da seguire e al team Procurement l'autorità per farlo rispettare. Le migliori policy anti-maverick bilanciano controllo e usabilità: se le regole sono troppo rigide, le persone trovano scorciatoie.

Che cos'è il maverick buying e in che cosa differisce dalla tail spend?

Il maverick buying è sinonimo di maverick spend: acquisti che bypassano le policy e i contratti approvati, indipendentemente dall'importo. La tail spend, invece, è il grande volume di acquisti di basso valore che il procurement non gestisce attivamente: materiale d'ufficio, servizi minori, articoli spot. La tail spend può essere perfettamente conforme, solo non presidiata strategicamente. Alcuni acquisti maverick finiscono nella tail spend, ma i due concetti non sono equivalenti. La tail spend è una questione di dimensione e visibilità; il maverick spend è una questione di regole infrante.

Che cosa si intende per procurement e come iniziare a ridurre il maverick spend?

Il procurement è l'insieme dei processi con cui un'azienda pianifica, seleziona i fornitori, negozia i contratti e acquisisce beni e servizi. Per iniziare a ridurre il maverick spend, parti da un'analisi della spesa che stabilisca la baseline del tuo maverick spend rate e identifichi dove gli acquisti off-contract sono concentrati. Non serve risolvere tutto insieme. Prioritizza i quick win: documenta una policy d'acquisto chiara se non ce l'hai, migliora la spend visibility perché i manager vedano cosa comprano i loro team, comunica perché la conformità è importante per il business. Una volta sistemate le basi, valuta se l'automazione del procurement può snellire i workflow di approvazione e rendere gli acquisti conformi la strada più semplice da percorrere.

Catherine Dupuy-Holdich

Catherine Dupuy-Holdich è Product Manager Source-to-Pay in Esker, dove guida la strategia e lo sviluppo prodotto delle soluzioni S2P di Esker. Con 20 anni di esperienza in automazione degli acquisti, spend management e performance dei fornitori, scrive di come i team finance e procurement possono modernizzare i processi, allineare gli stakeholder e trasformare il Source-to-Pay in valore misurabile per il business.

 

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A PROPOSITO DI ESKER

Esker è una multinazionale nata nel 1985 e negli anni ha sviluppato una piattaforma cloud globale che aiuta le aziende a gestire i processi business in modalità digitale. Unica piattaforma cloud che può gestire sia l’automazione del ciclo P2P (supplier management, contract management, procurement, accounts payable, expense management, payment management, sourcing) che O2C (order management, invoice delivery, collection&payment management, claims&deductions, cash allocation, credit management e customer management). Adottiamo tecnologie innovative che ci permettono di integrarci con gli ERP aziendali e in questi anni abbiamo ottenuto riconoscimenti da Gartner, IDC, Ardent Partner e Forrester.


 

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